Hospitality trends nati dalla pandemia e consigli di viaggio post-covid

by 1/03/2021Vita d'Hotel

turismo post covid
Esattamente un anno fa stavamo facendo conoscenza con il Covid e con i primi segnali di quello che ci avrebbe aspettato. Esattamente un anno fa parole come virus, Codogno, contagi, quarantena, zona rossa riempivano i titoli dei giornali e iniziavano a farci paura. A fine febbraio 2020 eravamo ancora, tutto sommato, ignari. A fine febbraio 2021 siamo invece ben consapevoli di quello che sono stati questi 12 mesi, e di come saranno presumibilmente quelli a venire. Non vogliamo però assumere toni drammatici o disfattisti, basta accendere la televisione per essere ancora oggi aggrediti e spaventati dai toni terroristici di chi vuole porre l’accento sul dramma per attirare ascolti. Con un cauto ottimismo dovuto al nuovo Governo Draghi, all’istituzione di un reale Ministero del Turismo e l’inizio, benché tentennante, delle vaccinazioni di massa, vogliamo tornare lucidi e analizzare i trend che il 2020 ha visto nascere, alla luce di nuove esigenze che fino a pochi mesi fa non conoscevamo e non avremmo saputo prevedere. Mentre alcuni di questi probabilmente non sopravvivranno alla pandemia, ce ne sono molti che potrebbero accompagnarci ancora per diverso tempo, e chissà che non diventino un giorno parte della nostra routine di viaggiatori, ospiti e albergatori. Non è sempre detto, infatti, che tutto il male venga per nuocere: l’emergenza ci ha fatto scoprire nuove possibilità di innovazione, miglioramento e ottimizzazione dei processi che riguardano il settore ricettivo-alberghiero che stanno quotidianamente cambiando la nostra esperienza e che non andrebbero ignorati.

1. Tecnologia e digitale: modello low-touch

Chiavi digitali, self check-in e check-out, pagamenti digitali, servizio in camera contactless, app che permettono agli ospiti di inviare i dati della carta di credito, caricare l’ID e firmare elettronicamente la scheda di registrazione dal proprio telefono… niente di nuovo o sconvolgente, da diversi anni tutte queste opzioni stavano iniziando a trovare un posto sempre più da protagonista nelle dinamiche del mondo hospitality, anche grazie all’affacciarsi sul mercato di generazioni più giovani e digitalizzate. Nel mondo alberghiero post Covid sono pratiche irrinunciabili per riconquistare la fiducia dei viaggiatori e a cui molto probabilmente dovremo abituarci, non fosse solo per gli investimenti che molte strutture stanno affrontando e affronteranno nel prossimo futuro, e che certo non rimuoveranno a fine emergenza. L’innovazione tecnologica faciliterà le operazioni di routine, permettendo all’ospite una maggiore autonomia e riducendo le occasioni di contatto con altri clienti o personale dell’hotel: questo non significa che le figure di accoglienza saranno demansionate o perderanno la propria centralità, semplicemente verranno prese in considerazione per operazioni di accoglienza e guest relation.

2. Slow tourism e itinerari al di fuori delle destinazioni di massa

Pandemia e quarantena ci hanno obbligato a rallentare, in tutti gli aspetti della vita, dalla socialità al lavoro, ai viaggi. Ricalcando la distinzione tra fast e slow food, si inizia a differenziare il turismo di massa (fast) da una modalità di viaggio che valorizza e promuove lo sviluppo della destinazione, in un modo responsabile e sostenibile (slow), con un impatto ecologico contenuto e una fruizione del territorio non basata sul mordi e fuggi e sui gruppi organizzati, ma su una lentezza che permette di comprendere meglio ciò che si visita, grazie a un maggiore coinvolgimento del turista nella realtà locale. Di pari passo con il fenomeno dello Slow Tourism va quello della scelta di itinerari lontani dalle mete del turismo di massa, facilmente riconducibile alla necessità di distanziamento sociale. Sì quindi a tutte quelle proposte che permettono di vivere in prima persona le tradizioni e la cultura del luogo: visita a realtà artigianali o produttive, enogastronomia, cicloturismo, birdwatching, trekking, passeggiate a cavallo, attrazioni naturalistiche come laghi, riserve naturali e parchi. Particolare menzione in ambito Slow Tourism e sostenibilità va agli alberghi diffusi, un modello innovativo di ospitalità tutto italiano, che si stava affermando già da qualche anno. Grazie ai lavori di recupero degli immobili all’interno di un borgo, si permette ai viaggiatori di soggiornare all’interno delle case come veri cittadini, ma con tutte le comodità e servizi di una struttura ricettiva.

3. Workation

Il neologismo, nato dall’unione di work e vacation, in realtà esprime un concetto per nulla nuovo nel mondo alberghiero, solo che prima si chiamava diversamente. Il termine “bleisure”, infatti, utilizzato ufficialmente per la prima volta nel 2009, ha indicato finora un segmento di viaggiatori per cui l’intento professionale (business) era accompagnato da interessi personali e vacanzieri (leisure). Comunque lo si voglia chiamare, questo fenomeno è cresciuto notevolmente nel corso del 2020, complice lo smart working che ha permesso a molti di riorganizzare il proprio tempo e lavoro senza l’obbligo di presenziare in ufficio. Questo trend potrebbe quindi avvicinare il mondo turistico al superamento del concetto di “stagione”, dato che il lavoro agile permetterà di non dover concentrare le vacanze familiari in un solo periodo all’anno (o al massimo due). Una vacanza part-time inciderà anche sulla scelta della location, intesa sia come destinazione che come struttura. Avendo la possibilità di fare il turista solo nelle ore in cui non si lavora, si tenderà infatti a preferire mete meno turistiche, più tranquille e ritempranti. Le necessità legate all’aspetto business del viaggio, inoltre, ci faranno abituare a camere d’hotel con aree dedicate al lavoro, e alla presenza, anche nei più piccoli boutique hotel di campagna, di sale e servizi meeting.

4. Standard di sicurezza e pulizia

Quando si parla di alberghi, concetti come “pulizia” e “igiene” possono apparire scontati, ma conosciamo bene le nuove esigenze nate con la pandemia. La parola d’ordine, adesso, è sicurezza e ci siamo già abituati ormai alle stazioni di igienizzazione delle mani in ogni parte dell’hotel, adesivi sulle porte per avvisare l’ospite che nessuno è entrato da quando la stanza è stata ispezionata, telecomandi della TV impacchettati… È probabile che questi protocolli per la pulizia rimarranno anche in tempi post-pandemici. Segni evidenti di pulizia continueranno a far sentire le persone a loro agio e, se si dovesse interrompere questo processo, gli ospiti potrebbero chiedersi se qualcosa sia stato davvero pulito a fondo. Sebbene ulteriori misure di pulizia siano diventate essenziali, il servizio di pulizia giornaliero ha iniziato a essere sensibilmente ridotto in molti hotel. L’eliminazione delle pulizie quotidiane significa meno persone che entrano in una camera d’albergo su base giornaliera, limitando il rischio di diffusione del virus. Ci siamo abituati anche a non trovare più blocchi appunti, penne, riviste, menù cartacei, directories… Anche se questo può essere un risparmio per l’hotel, è sicuramente un inconveniente per gli ospiti, e sicuramente dopo la pandemia questi elementi torneranno nelle stanze per garantire la soddisfazione e la comodità dei clienti.

5. Maggiore servizio clienti

Sebbene il servizio clienti sia sempre stato in prima linea nel settore alberghiero, la pandemia lo ha reso ancora più importante: gli ospiti oggi non vogliono sentirsi solo benvenuti, ma al sicuro e assistiti prima, durante e dopo il soggiorno. Forse per il fatto di sentirsi “all in this together”, o per la paura di perdere clienti, abbiamo notato nel mondo alberghiero un aumento del calore generale e la volontà di fare quel passo in più da parte di tutti i settori dell’ospitalità e dei servizi. Le preoccupazioni e i timori legati alla pandemia prima o poi si ridurranno, ma l’attenzione e l’impegno per un servizio clienti eccellente resteranno. Il 2020 ha messo a dura prova tutto il settore dell’ospitalità, ma ha anche dimostrato quanto questo sia vivace e reattivo, soprattutto di fronte a una crisi senza precedenti. Sarà interessante scoprire quali novità o soluzioni ancora più innovative saranno introdotte nel corso di questo 2021, che speriamo essere per tutti l’anno della ripresa. Milioni di viaggiatori in tutto il mondo, infatti, sono ansiosi di tornare sugli aerei per le vacanze, i più temerari hanno già prenotato (pochi), altri tentennano e si chiedono cosa succederà (molti). Come già accennato, con l’avvio delle vaccinazioni, ci sono buone possibilità di tornare a viaggiare, soprattutto a partire dall’estate e probabilmente i prezzi torneranno ad aumentare, dato che sempre più persone si sentiranno sempre più a proprio agio a viaggiare entro la fine dell’anno. Ma anche se le vaccinazioni ci rendono più sicuri, preparazione e organizzazione sono fondamentali: il viaggio è cambiato, richiederà più scartoffie, programmazione e pazienza. Ecco una piccola guida per riprendere a viaggiare in sicurezza.

1. Fai molte ricerche

Eravamo abituati a controllare un paio di recensioni online e poi via, due cose in valigia e pronti all’avventura. Non è più così, oggi è indispensabile fare ricerche più approfondite sulla nostra destinazione, non basta raccogliere qualche consiglio sui migliori ristoranti della zona. Prima di prenotare e metterci in viaggio approfondiamo quindi i requisiti locali e le norme nazionali, che a volte possono differire anche all’interno dello stesso Paese. Assicuriamoci che le autorità locali consentano di pernottare in hotel in caso di contagio oppure costringano a recarsi in una struttura gestita dal governo. E accertiamoci di cosa sia aperto e cosa no, di eventuali restrizioni, coprifuoco… Il resort in cui vorremmo soggiornare è completamente aperto? Non sarebbe piacevole prenotare, mettersi in viaggio, raggiungere la nostra destinazione per poi scoprire che locali, negozi, attività nella zona sono chiusi.

2. Verifica i requisiti sanitari

Dovremo abituarci a controllare i requisiti sanitari per le nostre destinazioni, anche durante i viaggi nazionali. Hotel e compagnie aeree richiedono risultati negativi dei test o vaccinazioni. Inoltre, alcuni Paesi potrebbero richiedere prova di un’assicurazione sanitaria per garantire che, in caso di necessità di cure, il sistema sanitario nazionale non ne risenta. La maggior parte dei siti web di hotel, catene alberghiere e compagnie aeree è aggiornata sui requisiti di viaggio, ma è consigliabile controllare gli ultimi aggiornamenti anche sui siti web dei governi nazionali.

3. Controlla i termini di prenotazione

Prenotazioni di viaggi, voli, hotel per la seconda metà del 2021 non sono esenti da rischi: ritardi nella distribuzione dei vaccini o nuove varianti del virus potrebbero provocare nuove chiusure e conseguenti cancellazioni. Controllare attentamente i termini di cancellazione diventa fondamentale (non che prima non lo fosse, in realtà…). Molte strutture ricettive prevedono il rimborso della prenotazione cancellata sotto forma di voucher per un soggiorno futuro; è vero, quindi, che sono aumentate le tutele per i consumatori, ma resta necessario controllare modalità e scadenze, per non incorrere in brutte sorprese. Attenzione a non dare nulla per scontato: anche se compagnie aeree, hotel, case in affitto o crociere hanno rinunciato a commissioni e penali sulle cancellazioni per Covid per viaggi programmati nel 2020, non è detto che si comportino allo stesso modo nel 2021, quando prenotando si conoscono i rischi in cui si potrebbe incorrere, a differenza appunto di quanto avvenuto l’anno scorso.

4. Sii flessibile

Gli orari cambieranno, le modalità di trasporto cambieranno, le regole di accesso alle attrazioni turistiche e di partecipazione ad attività culturali cambieranno. Sarà importante, quest’anno, approcciarsi al viaggio con un atteggiamento flessibile, dedicare più tempo alla sua preparazione e avere un piano di riserva per ogni evenienza, oltre che monitorare le notizie sulla tua destinazione per gli inevitabili cambiamenti che intercorreranno tra la prenotazione e il viaggio. I controlli sanitari probabilmente rimarranno in vigore per almeno un paio d’anni e molti Paesi continueranno a richiedere informazioni specifiche su come contattarti, comprese le prenotazioni alberghiere e i numeri di cellulare personali per il tracciamento dei contatti. Pensa accuratamente al trasporto via terra, evita i taxi e le guide che non hai vagliato attentamente, e aspettati lunghe code per le auto a noleggio. Ciò detto, resta flessibile e pronto a tutto, stravolgimenti e cambi di programma.

5. Rallenta e take it easy

Non è il momento di pianificare tour frenetici che prevedano più tappe o stop-and-go all’interno di un Paese o addirittura di un intero continente. Più destinazioni significa più potenziali problemi. Prima della pandemia stava nascendo il concetto dello slow tourism, questi tempi sono un’ottima occasione per approcciarsi e conoscere questo tipo di vacanza, prendendosi il giusto tempo per entrare in contatto con diverse culture e comunità, e arricchire i nostri viaggi. Parole d’ordine, quindi, saranno per tutto il 2021: pianificazione accurata, flessibilità e turismo consapevole al di fuori dei circuiti di massa.
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