Lavoratori del turismo: l’esercito invisibile

da 17/05/2020Vita d'Hotel

Ci risiamo, dopo tanti proclami dei nostri governanti si è persa l’ennesima opportunità di passare dalle parole ai fatti, cancellando così ogni possibilità di ripartire da una crisi per rilanciare un paese ormai sempre più in ginocchio.
Ci sono volute 500 pagine di decreti per non scrivere nulla, abbiamo atteso tre mesi inutilmente sperando in una manovra che desse una spinta al turismo creando una sorta di New Deal 2.0, e invece questi 4 miliardi proclamati dal decreto 18 Maggio mi sembrano l’ennesima campagna politica, perché i soliti paletti e le solite leggi raffazzonate sono più fumo negli occhi che opportunità concrete per ripartire.
Ma la cosa ancora più sconcertante è che ancora una volta non sono state fatte manovre significative per sostenere i lavoratori del turismo. Gli imprenditori, avendo più mezzi per farsi sentire, hanno ottenuto un contentino, mentre per le migliaia di lavoratori del settore non sono avanzate neanche le briciole.

Partiamo dal fatto più vergognoso: il bonus di 600€

Mentre lavoratori di altri paesi hanno ricevuto un sostegno, più tangibile rispetto all’elemosina di 600€ una tantum, chi in Italia ha perso il posto di lavoro, che molto probabilmente quest’anno non ritroverà, ha subito oltre il danno anche la beffa, infatti probabilmente molti non sanno che questa INGENTE somma di 600€ non arriverà.
Tutti i giorni amici e colleghi mi scrivono cercando di capire come mai la loro domanda di sussidio sia stata respinta (ma basta leggere in rete per trovare centinaia di casi), del resto loro, come tutti quelli che fanno le stagioni, ne avevano pienamente diritto in quanto:
1. Avevano cessato il rapporto di lavoro involontariamente
2. Avevano lavorato almeno 30 giorni nell’anno
3. Provengono dal settore alberghiero, che ça va sans dire nella gran maggior parte dei casi è stagionale. E che, anche se non lo fosse, in questo momento storico lo è diventato.
Eppure no, l’Inps per qualche strana ragione, che forse tanto strana non è, volendo risparmiare qualche milioncino di Euro, ha deciso di respingere oltre la metà delle domande e quindi l’esercito di cameriere, receptionist, cuochi, facchini… oltre a non poter lavorare e ad aver esaurito la Naspi (altra barzelletta), non avrà ne i 600€ nei i 1000 del mese successivo, inseriti nel decreto 18 Maggio. Commercianti, parrucchieri e commessi in qualche modo potranno ripartire, ma il nutrito esercito rimarrà sempre più decimato, ignorato e lasciato da solo al proprio destino.

Non facciamo altro che lanciare post e slogan su quanto sia bella l’Italia, giustamente, ma non stiamo considerando che a rendere ancora più bello il nostro paese sono i sorrisi delle ragazze delle reception sempre pronte a prodigarsi per i clienti, i cappuccini dei nostri baristi, tanto ammirati dai tedeschi a tal punto di farne una bevanda a tutto pasto, i camerieri di tutti i ristoranti che raccontano storie buffe e divertono i turisti di tutto il mondo, prendendoli in giro bonariamente un po’ come fanno gli animatori nei villaggi.
Tutte queste, e molte altre figure, che durante le stagioni nonostante la fatica delle 10/12 ore di lavoro al giorno colorano gli alberghi e i ristoranti del nostro paese, per il nostro stato NON ESISTONO.
Non è ancora chiaro perché la loro domanda per ottenere quei maledetti 600€ sia stata respinta. Che poi, non è solo il fatto che questa cifra sarebbe stata una boccata di ossigeno, che soprattutto in questo periodo di clausura avrebbe fatto comodo, ma è la sensazione di essere presi in giro ed ignorati per l’ennesima volta che fa imbestialire.

Ho cercato di dare una risposta a tutti coloro mi abbiano chiesto perché alla loro legittima richiesta di sostegno fosse stato risposto: “La Sua domanda non può essere accolta poiché Lei non risulta essere un lavoratore stagionale nei settori produttivi del turismo e degli stabilimenti termali”.
Eh no certo, se hai fatto il Maître, il cameriere, la massaggiatrice… da maggio a settembre per un Hotel in Sardegna o ovunque esso sia, questo non vuol dire essere stagionale.
Allora ho capito, e purtroppo il mio sospetto si stava insidiando già da qualche giorno, da quando avevo letto nel decreto quella parola “stagionali”.
Infatti, con un’abile mossa che neanche il più bravo degli illusionisti, hanno fatto annusare per poi far sparire i 600€ prendendo alla lettera la famosa parola “stagionali”. Non importa quando, quanto e dove tu abbia lavorato, quello che importa è che il tuo contratto sia stato redatto con quella dicitura e pertanto se, come spesso avviene nei contratti del turismo, il tuo era un contratto DETERMINATO per la durata dell’apertura del tuo Hotel, tu non esisti, tu non sei uno stagionale.
Sei solo una persona che gravita nel limbo dei disoccupati e che purtroppo pagherà più di tutti lo scotto dell’incapacità dei nostro politici che, ahimè, si sono scordati ti te.
La puzza di bruciato di questo decreto l’avevo sentita già dagli albori, infatti mi chiedevo come mai dovesse essere il cittadino a far richiesta di un sostegno, non sarebbe stato più naturale che lo stato si occupasse di distribuirlo autonomamente a tutti i disoccupati del turismo?
È un po’ come se vedeste un amico in difficoltà e, invece che tendergli la mano, lo lasciaste annegare sopraffatto dalle onde, dicendo poi una volta annegato: “Non sapevo avesse bisogno, non me l’aveva chiesto.”

La nostra richiesta è chiara e semplice, TUTELARE TUTTI i lavoratori del turismo che attualmente sono impossibilitati a lavorare, con:
1. Un aiuto concreto, e non una tantum
2. Un sussidio decoroso, non 600€
3. L’estensione del sussidio a tutti coloro che lavorano nel turismo, a prescindere dal contratto che hanno o avevano in essere.

Ho scritto all’Inps e scriverò al Presidente del Consiglio dei Ministri Conte per far sentire la voce dell’esercito degli invisibili, che non combatte con le armi ma con il sorriso e la professionalità che da sempre contraddistingue l’OSPITALITA’ MADE IN ITALY.

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